Dojo Fudoshin

Arti Marziali a Cornaredo

Arti Marziali

Katori KanjiKenjutsu: Il Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu è la più antica scuola, tuttora esistente, di Bujiutsu ed è considerata in Giappone Tesoro Nazionale della cultura e dell’arte Giapponese. Fu fondata nel 1447 nel tempio shintoista di Katori, da cui ha preso il nome.

Studia attraverso sequenze di movimenti codificati (kata) l’utilizzo delle armi tradizionali: spada (ken), estrazione della spada (iaido), bastone lungo (bo), alabarda (naginata), spada corta (kodachi), due spade (ryoto) e lancia (yari).

La pratica trascende lo scopo originario finalizzato all’uso militare. Attraverso l’uso del corpo si riequilibra la postura e senza l’interferenza mentale si armonizza corpo e spirito/mente. Attraverso l’esecuzione dei kata, a coppie e in gruppo, ci si educa alla relazione con l’altro, essa è inoltre stimolata dal luogo dove viene svolta, essenziale e significativo

 

 

Aikido:L’Aikido è un’arte marziale giapponese creata dal Maestro Morihei Ueshiba (1883-1969) come disciplina che unisce corpo, mente e spirito. L’interpretazione degli ideogrammi porta a tradurre il nome come Via (Dō 道) dell’Armonia (Ai 合) dello Spirito/Energia (Ki 気).
A differenza di altre arti marziali non si è trasformata in uno sport competitivo rimandno coerente con le proprie origini per volere del fondatore.

Si tratta di una disciplina in cui si studiano tecniche in modo collaborativo e cercando armonia tra i praticanti sviluppando tra gli allievi una forma di cooperazione per cui ci si aiuta vicendevolmente, progredendo insieme.

Utilizzando il patrimonio tecnico tratto da un insime di scuole i Jujutsu, in particolare al Daito Ryu Aiki Jujutsu, e simulando circostanze di combattimento, l’aikido non condivide la finalità dell’uccisione dell’avversario e neppure dell’offesa dell’avversario allo scopo di realizzare una difesa personale.

Nell’avanzamento della pratica, l’aikidoka compie un percorso nel quale lo spirito di competizione con gli altri ed il desiderio di primeggiare man mano lasciano il posto al gusto e al desiderio di confrontarsi con sé stessi, interiorizzando la propria pratica nell’impegno di superare sistematicamente i propri limiti a prescindere dagli altri.

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